L’indimenticabile (e surreale) pesce d’aprile di Giò Spada

Tutto è cominciato dopo la famosa festa di Natale degli Oscar. Lì è scattata la scintilla creativa: “E se organizzassimo un pesce d’aprile serio?” Ma non uno scherzetto qualsiasi: volevamo mettere in piedi una produzione degna del nostro orgoglio PPC (Party Planning Commettee).

L’idea è partita dal basso, con uno scenario da film: simulare un incendio, panico generalizzato… poi abbiamo pensato che forse era un filo troppo. Quindi, in perfetto stile nostro, siamo finiti su qualcosa di più corporate ma cringe: l’assunzione di un HR boomer.

Nasce Giò Spada

Ed ecco il nostro protagonista: Giovanni Spada, detto Giò, originario di Pescara ma residente a Verona. Un People Manager “vecchia scuola”, ignaro di cosa sia un thread su Discord o un meme. La narrazione è partita di venerdì (ovvio), con un finto annuncio: “Ragazzi, lunedì arriva Giò, il nuovo HR. Fatevi trovare online che lo onboardiamo.”

Il giorno X: onboarding, pizza e disagio crescente

Tutto il giorno è stato orchestrato come se davvero stessimo accogliendo un nuovo collega. C’erano:

  • Call di benvenuto mai avvenute

  • Onboarding su Discord (con tanto di canale dedicato)

  • Una pizza di team organizzata per il “primo giorno di lavoro”

Spoiler: Giò non è mai arrivato.

Col passare delle ore, il disagio cresceva. Soprattutto su Discord, dove Fabri, Fede, Chiara e Bea hanno spinto sull’assurdo per vedere chi ci sarebbe cascato. Si parlava di valori aziendali, feedback 360 e metodi legacy di gestione HR. Il tutto condito da risposte volutamente incoerenti e silenzi imbarazzanti.

Il pacco (letteralmente)

Martina, genio del packaging, ha spedito un vero pacco a uno dei partecipanti con dentro una foto di un pesce spada. Sottile. Geniale. Meta.

A quel punto, la gente ha iniziato a sospettare: forse Giò Spada era davvero un pesce d’aprile. Ma non tutti ci sono arrivati subito.

La vittima principale: Danny

Danny è stato il più coinvolto (e confuso). Ha creduto in Giò fino alla fine. Poi è arrivato il selfie con Salvini — la goccia che ha fatto traboccare il nonsense. A quel punto anche i più scettici hanno capito: ci stavamo trollando da soli da ore. E con stile.

Morale?

Nessuna, se non che il PPC quando si annoia è pericoloso.
E che forse, da qualche parte in Italia, c’è davvero un certo Giovanni Spada ignaro di tutto, diventato meme vivente nel nostro universo parallelo.

Alla prossima.

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