UX vs UI. Definizioni e differenze

User Experience, User Interface, User Journey, tantissimi concetti e altrettanta confusione. Oggi cerchiamo di rispondere ad una domanda molto comune : “Che differenza c’è tra UX e UI?”

I concetti di UI – User Interface – e UX – User Experience – vengono spesso confusi tra di loro o addirittura utilizzati come sinonimi, ma in realtà sono due concetti ben distinti.

In questo articolo cercheremo quindi di spiegarvi le principali differenze tra esperienza e interfaccia utente. L’articolo è composto dalle seguenti parti:

  1. UI – Interfaccia utente: definizione e tipologie
  2. UX – Esperienza utente: definizione
  3. Differenze tra UI e UX

Se invece il dubbio è tra la UX e la User Journey, questo articolo fa per voi.

 

UI – Interfaccia utente: definizione e tipologie

Fino a qualche decennio fa, l’interfaccia utente era un’innovazione sorprendente. Ora invece è una realtà quotidiana, potenziata da una continua creatività, nuove tecnologie e crescente bisogno.
Il termine “interfaccia” deriva dall’unione delle parole inglesi “inter” e “face” e, nel linguaggio informatico, va ad indicare la parte di programma con la quale l’utente interagisce e l’aspetto che essa assume visivamente.

Più nello specifico, può essere vista come una sostituzione del sistema sottostante come mondo di interesse per l’utente, evitandogli la fatica di svelare e comprendere significati più complessi ed intricati.

L’interfaccia utente è anche intesa come un agente attivo, un mediatore tra l’utente e il sistema: in questo caso, è responsabilità dell’interfaccia cogliere le istruzioni dell’utente e controllare che vengano effettivamente effettuate.

A prescindere da queste visioni disparate, una cosa è certa: l’interfaccia è fondamentale in quanto offre rappresentazioni apprendibili delle funzioni, degli algoritmi, degli input e output del computer e permette all’utente di costruire modelli mentali comprensibili che gli permettono di agire e portare a termine i propri obiettivi in maniera efficace.

 

Tipologie di UI

La tipologia di interfaccia può avere pesanti ripercussioni nel dialogo tra l’utente e il computer.
I linguaggi che combinati tra loro danno forma e contenuto all’interfaccia sono due:

  • Quello di programmazione, che permette al computer di produrre dati in output;
  • Il linguaggio d’azione, adottato dall’utente per comunicare con la tecnologia.

Esistono diverse tipologie di interfaccia utente, le più utilizzate sono:

 

Interfaccia a riga di comando

È la prima forma di dialogo interattivo e al giorno d’oggi è ancora in uso a fianco dell’interfaccia grafica. Grazie ad essa, è possibile esprimere direttamente i vari comandi al computer ed accedere direttamente alla funzionalità del sistema.

L’utente ha quindi un controllo preciso su comandi, variabili, parametri e risorse interessate. È anche molto flessibile, in quanto ciascun comando ha parametri e opzioni applicabili a più oggetti contemporaneamente.

La necessità di imparare l’utilità dei comandi e saper gestire la flessibilità di questi ultimi la rende però più adatta agli utenti esperti e richiede un’assoluta correttezza grammatica.

 

Interfaccia a menu

In questo caso le opzioni disponibili sono mostrate sullo schermo. L’utente può scegliere un numero limitato di opzioni, selezionandole con il mouse o chiavi numeriche o alfabetiche.
Questo sistema può essere semplicemente basato sul testo o avere una componente grafica, che consente all’utente di orientarsi al meglio tra le scelte proposte.

 

Interfacce a interrogazione

Nelle user interface a domanda e risposta, l’utente è guidato passo per passo nell’interazione attraverso una serie di domande, tipicamente a risposta multipla.
Sono molto facili da apprendere e usare, ma sono limitate per quanto riguarda l’usabilità e le potenzialità.

 

Interfaccia WIMP

Il termine è un acronimo delle iniziali di Window, Icon, Menu e Pointer ed è l’interfaccia di default della maggior parte dei sistemi operativi odierni. È costituita principalmente da quattro elementi, come suggerisce l’acronimo: finestra, icona, menu e puntatore.

Le finestre, in particolare, sono aree della schermata che agiscono da terminali indipendenti. Una finestra può generalmente contenere del testo o dei segni grafici e può essere mossa o ridimensionata a piacimento. Una volta chiusa, la finestra viene identificata tramite un’icona.

L’interazione in questo caso richiede il supporto di una periferica di input, un pointer, che può essere un mouse, un monitor, la tastiera o un joystick.

Infine, l’ultimo elemento costituente di questa interfaccia è il menu, che fornisce all’utente una lista di operazioni attuabili per mezzo del pointer. Solitamente ciascun menu contiene pochi elementi, al fine di non risultare troppo confusionario.

 

Interfaccia grafica

Nota anche come GUI (Graphical User Interface), è l’esatto opposto dell’interfaccia a riga di comando. Si tratta di una tipologia di interfaccia utente che consente l’interazione in modo visuale, utilizzando rappresentazioni grafiche.

 

UX – Esperienza utente: definizione

Con il passare degli anni è diventato sempre più importante avvicinare il maggior numero possibile di persone al mondo dei personal computer, semplificandone l’utilizzo e cercando di creare programmi il più user friendly possibile.

Il concetto di User Experience, nato negli anni 40, va ben oltre del dare agli utenti ciò che vogliono: si tratta di mettersi nei panni dell’utente e cercare di capire cosa potrebbe rendere l’esperienza interazionale più completa possibile.

Ne “La caffettiera del masochista”, lo studioso Donald Norman tratta delle modalità e degli stage attraversati dall’utente nella sua esperienza interattiva con il mondo esterno, elencando in particolare sette stadi di azione.

  • Formare lo scopo.
  • Formare l’intenzione.
  • Specificare un’azione.
  • Eseguire l’azione.
  • Percepire lo stato del mondo.
  • Interpretare lo stato del mondo.
  • Valutare il risultato.

Inoltre, Jakob Nielsen, co-fondatore del Nielsen Norman Group con Donald Norman, ha stilato dieci euristiche che i soggetti coinvolti nella creazione delle interfacce dovrebbero tenere a conto.
Ricordate, una buona UX ha alle spalle tutta una parte di ricerca.

 

Differenze tra UX e UI

Nonostante siano termini spesso confusi e interconnessi tra loro, UI e UX non stanno ad indicare la stessa cosa. Più nello specifico, l’UI design si occupa di realizzare l’interfaccia attraverso cui l’utente può rapportarsi con i contenuti e i servizi, facendo dunque da ponte di collegamento tra l’individuo stesso e il prodotto. L’interface designer si deve assicurare che il prodotto sia attraente, funzionale e interattivo.

La UX, invece, non riguarda l’estetica del prodotto ma il livello di soddisfazione di che usufruisce. Dipende dalla coordinazione di front-end (ciò che l’utente vede) e back-end (tutto ciò che c’è dietro e che permette all’applicativo di funzionare).

Lo User-experience designer pensa quindi alle emozioni che l’utente potrebbe provare e al grado di facilità con cui quest’ultimo potrebbe raggiungere gli obiettivi desiderati.
Infine, non è detto che se l’interfaccia utente sia perfetta lo sia anche l’esperienza dell’individuo che vi interagisce, così come non lo sia il contrario.

 

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