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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Digitalizzazione. Sintesi e Punti Determinanti.

pnnr e digitalizzazione

Nelle ultime settimane sempre di più si sente parlare di PNRR e Transizione 4.0.
Ma quanti hanno colto davvero questa opportunità unica nel suo genere?

Vi sono grandi possibilità per le aziende! In questo articolo spiegheremo i punti cardini degli incentivi messi a disposizione dallo Stato italiano chiarendo come il PNRR e Transizione 4.0 siano determinanti nel processo di decisione per avviare un progetto digitale.

Fino a Dicembre 2022 i tuoi progetti potrebbero essere sovvenzionati fino al 40%.
Mentre dal Gennaio 2023 potrai chiedere solo il 20%.
Non perdere ulteriore tempo: chiedici informazioni e avvia la trasformazione digitale di cui la tua azienda ha bisogno!

 

Che significa PNRR? Come è strutturato?

Oggi, l’Italia è la prima beneficiaria dello strumento finanziario Next Generation Eu, con il quale l’Europa conta di risollevare le economie degli Stati aderenti.

Dal fondo verranno erogati circa 200 miliardi, divisi in 122,6 miliardi di prestito e 68,9 miliardi di investimento a fondo perduto. Vengono raggiunti la cifra finale di 248 miliardi messi a disposizione grazie ad ulteriori risorse stanziate a debito con altri strumenti finanziari.

Il PNRR stabilisce tutto ciò che verte intorno a questo enorme finanziamento; oltre a disegnare i progetti e le riforme strutturali, individua anche la governance di dettaglio ossia chi gestisce i soldi, predispone le strutture di controllo sugli investimenti e va a delineare le competenze, indicando se l’efficacia e attuazione di un progetto spetti a enti locali, regioni, o Stato.

 

Le missioni del PNRR e la suddivisione dei fondi per singola missione

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura – 49.2 Miliardi pari al 19.8% del totale complessivo
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica – 68.6 Miliardi pari al 27.6% del totale complessivo
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile – 31.4 Miliardi pari al 12.6% del totale complessivo
  • Istruzione e ricerca – 31.9 miliardi pari al 12,8 del totale complessivo
  • Inclusione e coesione – 22.4 miliardi pari al 9% del totale complessivo
  • Salute 18.5 miliardi pari al 7.4% del totale complessivo
  • Altre opere specifiche di vario genere 26 miliardi pari al 10.4 % del totale complessivo

Si precisa che le missioni elencate non sono dei comportamenti stagni e scorporate tra loro.
Un’esempio su tutti la voce digitalizzazione, Di conseguenza, gli investimenti stanziati per ogni missione, sono solo una parte del totale che si spera influisca sul rinnovamento delle tematiche individuate.

 

Il contesto delle riforme

Oltre alle missioni, la cui percorribilità d’accesso è influenzata anche dai vincoli posti dall’UE, il piano comprende altri quattro macro aree:

  1. pubblica amministrazione,
  2. giustizia,
  3. semplificazione della legislazione
  4. promozione della concorrenza.

Le riforme indicate dal PNRR sono dunque accessorie ma essenziali per un reale funzionamento di tutto il piano, la sfida più grande e più difficile sarà riuscire a snellire la burocrazie italiana ancora troppo laboriosa, lenta e controproducente.

Il Governo ha previsto la struttura di coordinamento centrale sia presso il Ministero dell’economia. Accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono strutture di valutazione e di controllo.
Le amministrazioni sono invece responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme e inviano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale.

 

Digitalizzazione PNRR e Crediti d’imposta: la strada da percorrere

Al fine di supportare e incentivare gli investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese italiane gli incentivi fiscali in tema di credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali in chiave Transizione 4.0 sono stati di fatto prorogati fino all’anno 2025.

Si rivolgono a tutte le imprese residenti sul territorio nazionale indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal sistema contabile adottato che acquistano beni strumentali nuovi a titolo di proprietà, in leasing, realizzati in economia o mediante appalto.

Sono invece escluse le imprese in stato di liquidazione, fallimento o con procedura concorsuali avviate e quelle che non si trovano in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a favore dei lavoratori.

Gli investimenti sono classificati in diverse categorie:

  • Beni immateriali e materiali c.d. “ordinari”,
  • Beni immateriali e strumentali 4.0,
  • Beni materiali strumentali 4.0,
  • Ricerca e sviluppo,
  • Innovazione tecnologica,
  • Innovazione 4.0 e green,
  • Design e ideazione estetica.

 

Qui di seguito gli incentivi fiscali a supporto del progetto sostenuto.

Crediti d’imposta2022202320242025Dal 2026 al 2031
Beni “generici”6%, max 2 mln
Beni immateriali 4.0 (all.B)20%, max 1 mln20%, max 1 mln15%, max 1 mln10%, max 1 mln
Beni immateriali 4.0 (all.B)40%, fino a 2,5 mln
20%, fino a 10 mln
10%, oltre i 10 mln
20%, fino a 2,5 mln
10%, fino a 10 mln
5%, oltre i 10 mln
20%, fino a 2,5 mln
10%, fino a 10 mln
5%, oltre i 10 mln
20%, fino a 2,5 mln
10%, fino a 10 mln
5%, oltre i 10 mln
Ricerca e Sviluppo20%, max 4 mln10%, max 5 mln10%, max 5 mln10%, max 5 mln10%, max 5 mln
Innovazione tecnologica10%, max 2 mln10%, max 2 mln5%, max 2 mln5%, max 2 mln
Innovazione 4.0 e green15%, max 2 mln10%, max 4 mln5%, max 4 mln5%, max 4 mln
Design e ideazione estetica10%, max 2 mln10%, max 2 mln5%, max 2 mln5%, max 2 mln

 

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