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Cosa sono gli NFT e come possono far crescere il tuo business?

NFT

NFT è… un’altra sigla di cui non ricorderemo mai il significato? Un trend passeggero che presto ci dimenticheremo? Una rivoluzione informatica che cambierà le nostre vite?

Non possiamo (ancora) prevedere il futuro, ma l’evoluzione degli NFT ci sta appassionando sempre di più e siamo fermamente convinti che questo sia solo l’inizio di un grande progresso.

Per accompagnarti alla scoperta di questa tecnologia ci siamo fatti delle domande e ci siamo dati delle risposte.

 

Cos’è un NFT?

L’acronimo NFT sta per Non-Fungible Token – tradotto “token non fungibile” – ovvero uno di quei classici nomi che non significano assolutamente nulla per noi comuni mortali! Un termine più chiaro potrebbe essere codice o identificativo univoco.

Un NFT è un codice, ovvero una sequenza di numeri, che viene salvato all’interno della blockchain e al quale possono essere associati un’informazione, un concetto o un bene.

Per immaginare un corrispettivo degli NFT nella quotidianità puoi pensare al codice IMEI del tuo smartphone, al codice del biglietto aereo o al tuo codice fiscale. Tutti questi esempi hanno una caratteristica in comune: rappresentano in modo unico un solo oggetto (o individuo) e non sono interscambiabili.

Se il concetto di blockchain non ti è chiarissimo, prima di continuare dai un’occhiata a questo articolo!

 

Cosa me ne faccio?

Abbiamo detto che un NFT è un codice univoco, ma a cosa serve? Semplice! Questo codice può essere associato ad un oggetto fisico o digitale, ad esempio un’opera d’arte reale o un prodotto digitale (ad esempio un’app per lo smartphone).

L’NFT in sé e l’informazione di chi sia il suo proprietario vengono salvati sulla blockchain e questo ne garantisce la verificabilità nel tempo.

L’associazione tra un bene e il suo NFT avviene in genere tramite alcuni metadati, ovvero delle informazioni a supporto che servono a specificare di cosa si tratta. Questi metadati possono risiedere direttamente sulla blockchain (in questo caso si dice che sono on-chain) o esternamente (off-chain). Ad esempio, i metadati di un NFT di un’opera d’arte potrebbero essere un link alla fotografia in alta risoluzione dell’opera.

Inoltre questi NFT possono essere scambiati o venduti tra individui, esattamente come si fa con un oggetto fisico. A questo scopo, esistono numerosi marketplace in cui è possibile mettere all’asta e scambiare più di 200 tipi di NFT di diverso tipo, tra i quali il più famoso è OpenSea.

 

Gli NFT collezionabili CryptoPunks in vendita su OpenSea

 

Perché il mondo ha bisogno degli NFT?

Gli NFT possono risolvere alcuni dei problemi esistenti nell’“Internet di oggi”. Ora che tutto è diventato più digitale, è apparso necessario replicare alcune proprietà degli oggetti fisici del Mondo Reale™, come la rarità, l’unicità e la prova di proprietà, anche per gli oggetti digitali.

Facciamo un esempio con la musica: ipotizziamo che io sia un musicista e volessi distribuire un certo numero di copie “premium” del mio album ai miei ascoltatori più affezionati. Nel mondo fisico, potrei farlo ad esempio stampando in tiratura limitata un vinile contenente le tracce dell’album. E se volessi farlo in digitale? Senza gli NFT non ci sarebbe modo di farlo, perché anche se distribuissi il file mp3 delle tracce ai 100 fan più appassionati, chiunque avesse accesso al file potrebbe duplicarlo e distribuirlo a tutti, invalidandone l’unicità. Certo, anche il vinile è copiabile con un impianto di registrazione apposito, ma la copia non ha assolutamente lo stesso valore dell’originale perché il valore nell’oggetto sta nel fatto di possedere l’originale e di poterlo certificare, non nel contenuto in sé (ovvero le tracce). In digitale, però, una volta duplicato un file mp3, l’originale e la copia sono indistinguibili e chi ha acquistato l’opera originale non ha modo di certificare di possedere effettivamente l’originale e non una copia.

Un approccio usato attualmente per risolvere questo problema è di delegare la distribuzione del file ad un fornitore terzo, che distribuisce il file MP3 in modo da impedirne la copia e fornisce all’acquirente un certificato di proprietà della copia; pensiamo ad esempio ad iTunes per il mondo della musica. Il problema è che in questo caso, al contrario della versione fisica, si è vincolati alle politiche di questo fornitore. Ad esempio l’acquirente non può rivendere il file, prestarlo, o regalarlo ad un amico. E se la piattaforma chiudesse o cambiasse policy o tecnologie? Potresti perdere possesso dell’opera.

Questo è un tipico caso in cui gli NFT possono fare la differenza perché sono digitalmente unici: ogni NFT deve avere un proprietario, e questo è di dominio pubblico e facile da verificare per chiunque. Associando l’NFT alla traccia MP3, potresti provare di aver acquistato quella copia limitata. Anche se il file venisse copiato e distribuito, solo tu che hai acquistato l’NFT potresti provare che è tuo e non è una copia contraffatta.

Ovviamente ciò non vale solo per la musica, ma per qualsiasi oggetto digitale scambiabile e unico (o raro).

 

Come funzionano tecnicamente?

🤓 Nerd warning: se non sei interessato ai tecnicismi e/o se tutto quello che segue ti sembra troppo “nerd”… sei autorizzato a saltare questo paragrafo!

Dal punto di vista tecnico, un NFT si implementa tramite uno smart contract, ovvero un software che risiede sulla blockchain e che salva il suo stato al suo interno.

Per uniformare e permettere l’interazione tra NFT creati da diversi individui o organizzazioni, la community di Ethereum ha proposto degli standard da seguire per sviluppare il proprio smart contract. Questi standard si figurano proprio come delle interfacce di programmazione, che definiscono in modo chiaro quali funzionalità deve possedere uno smart contract per essere considerato un NFT.

Lo standard più comunemente usato oggi, nonché il primo rilasciato, è ERC-721, e richiede la specifica delle funzionalità necessarie per identificare il proprietario e per permetterne lo scambio tra utenti. Questo standard ha alcune limitazioni, in quanto fa in modo che uno smart contract possa gestire una sola tipologia di NFT alla volta.

Questo pone diversi limiti, pensiamo ad esempio al mondo dei giochi online. Se volessimo gestire l’acquisto di diversi collezionabili nel gioco, o creare una moneta virtuale per poterseli scambiare all’interno del gioco (es: gemme, ecc…) saremmo costretti a creare un’enorme quantità di smart contract.

Per risolvere questi problema, è stato proposto un nuovo standard, detto ERC-1155, che permette di:

  • gestire più tipologie di NFT in un singolo contratto;
  • risparmiare risorse (gas) per i trasferimenti di NFT, accorpando multiple transazioni in una sola operazione “bulk”;
  • utilizzare sia Token Fungibili che Non-Fungibili in un singolo contratto.

 

L’NFT dell’opera “Everydays: The First 5000 Days” di Beeple, venduto per 69 milioni di dollari

 

Quali settori stanno utilizzando attivamente gli NFT?

Arte – Se Andy Warhol fosse nel pieno del suo lavoro creativo in questo momento storico, probabilmente venderebbe il suo “Campbell’s Soup” come NFT. In effetti il mondo in cui stanno avendo una crescita esponenziale è sicuramente quello dell’arte, ambito che è spesso vittima di violazione del copyright: gli NFT eliminano i problemi di contraffazione e frode fornendo prova di proprietà e autenticità. Il 12 marzo 2021 Christie’s ha messo all’asta e venduto l’NFT dell’opera “Everydays: the first 5000 days” di Beeple per la strabiliante cifra di 69 milioni di dollari, rendendola di fatto la terza opera più costosa di un artista vivente venduta all’asta.

Collezionismo – Gli oggetti virtuali da collezione sono attualmente una delle applicazioni più popolari degli NFT. Uno dei primi utilizzi è stato un gioco chiamato CryptoKitties, che consente agli utenti di collezionare, vendere e far accoppiare gattini virtuali: con qualche fortunata mutazione, ci si può ritrovare a possedere rarità di grande valore. Al momento il record è quello di un CryptoKitty venduto a ben 140.000 $.

Gaming – Gli NFT stanno esplodendo anche nel settore del gaming, in quanto gli elementi di gioco possono facilmente essere trasformati in NFT e scambiati in mercati peer-to-peer. My Crypto Heroes, ad esempio, è un gioco di ruolo multiplayer in cui i giocatori possono far salire di livello gli eroi attraverso missioni e tornei, acquistando armi ed equipaggiamenti nello store dedicato su OpenSea.

Mondi virtuali – Un altro caso d’uso per gli NFT sono i mondi virtuali, cioè quelle piattaforme che consentono agli utenti di creare, possedere e monetizzare lotti di terra virtuale e altri oggetti NFT in-game. Nel mondo di Decentraland, per definire in modo univoco ogni pezzo di terreno, i metadati degli NFT sono costituiti da coordinate virtuali e dalle proprietà del lotto, come la percentuale di terreno coperto da erba o gli edifici di cui dispone.

Sport – Gli NFT stanno emergendo anche nel mondo dello sport. NBA Shot è uno dei casi più noti e di successo: gli utenti possono acquistare e rivendere reel di “momenti sportivi”, la cui tiratura ne indica la rarità e quindi ne determina il prezzo. Di recente un reel di Lebron James è stato venduto per 208 mila dollari, e non è stato ancora messo in vendita Michael Jordan!

 

I CryptoKitties, gli NFT di gattini virtuali collezionabili

 

 

Come posso applicare gli NFT al mio business?

Come abbiamo visto questa tecnologia sta pian piano conquistando vari settori, ma le possibilità sono ancora tantissime. La loro popolarità sta aprendo una vasta gamma di opportunità per le risorse del mondo reale e virtuali.

Dal collezionismo alla certificazione di lavorazioni, dalla vendita di eventi e momenti a quella di oggetti digitali, quella degli NFT è una tecnologia adattabile a diversi ambiti, che può aggiungere valore e autenticità a un prodotto o servizio. Quale caso d’uso cattura maggiormente il tuo interesse e quale valore può offrirti?

Abbiamo organizzato un webinar proprio per parlare di questo: se te lo sei perso, dai un’occhiata al video completo qui sotto!