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Scrum in Gioco: Zoooffice – Un’Intervista con Piero, CTO di Mònade

Zooffice copertina

Nel mondo dell’innovazione aziendale e della gestione dei progetti, il framework Scrum ha assunto un ruolo di primo piano per la sua capacità di favorire la flessibilità, la collaborazione e la consegna iterativa di prodotti di alta qualità.

Tuttavia, l’implementazione efficace di Scrum può risultare una sfida per molte organizzazioni, richiedendo non solo una comprensione approfondita dei principi, ma anche la capacità di applicarli in modo creativo e coinvolgente.

In questa intervista esclusiva, ci immergiamo nel mondo di Zoooffice, un innovativo gioco di carte sviluppato da Piero, CTO di Mònade; attraverso una conversazione approfondita, esploriamo l’ispirazione dietro questo gioco, le sue meccaniche e il suo potenziale impatto sull’efficienza dei processi Scrum nelle organizzazioni.

Zooffice

L’intervista

A seguire, la trascrizione dell’intervista.

Federico

Grazie, Piero, per essere qui con noi per questa intervista. Potresti presentarti brevemente e spiegarci il tuo ruolo in Monade?

Piero

Grazie per l’invito e l’intervista. Sono Piero di Mònade, cofondatore dell’azienda e responsabile tecnico. Mi occupo di analizzare i nuovi progetti e di gestire le scelte di sviluppo.

Federico

Qual è stata l’ispirazione per creare Zoooffice?

Piero

Tutto è nato da un’attività interna che abbiamo fatto in Monade. In pratica, si tratta di progetti interni proposti dai dipendenti durante un periodo di tre o quattro mesi, durante le ore di lavoro, per sviluppare nuove idee.

L’idea di Zoooffice è partita dalla creazione di un gioco divulgativo a tema scrum. Il nostro obiettivo era quello di rendere il gioco prima di tutto divertente, per attirare l’interesse, e poi diventare rigorosi. Dopo diverse iterazioni, siamo arrivati alla prima versione del gioco.

Federico

Potresti spiegarci brevemente come funziona Zoooffice e le regole?

Piero

Zoooffice è un gioco di simulazione della creazione di un progetto digitale. È un gioco collaborativo asimmetrico, dove non tutti hanno lo stesso ruolo. Alcune persone fanno parte del team che deve creare il prodotto, mentre un’altra, il product owner, deve guidarli per raggiungere l’obiettivo.

Il gioco è collaborativo perché l’obiettivo è raggiungere la creazione del prodotto finale. Ciò che rende il gioco interessante è la mancanza di informazioni.

La comunicazione è indiretta e l’impossibilità di parlare in modo diretto crea tutte le meccaniche di gioco. Il team deve capire cosa vuole sviluppare e iterativamente provare a costruirlo, mentre il Product Owner deve comunicare le esigenze senza dirle esattamente.

Le esigenze sono presentate attraverso diversi colori, ognuno dei quali rappresenta un’area funzionale. Ad esempio, il verde rappresenta lo sviluppo, l’azzurro il marketing e così via.

Carte Zooffice

C’è poi il “macro prodotto“, che è conosciuto solo dal Product Owner ed è rappresentato da una carta che, ad esempio, può essere composta da venti giallo e dieci rosso. L’obiettivo è far sì che il team gestisca correttamente queste carte per sviluppare le funzionalità del prodotto.

Le responsabilità sono indicate su altre carte con numeri specifici.

L’obiettivo del team è completare il progetto senza conoscerlo in anticipo. Per farlo, deve giocare delle carte che ha in mano, ognuna di un colore specifico, come uno rosso, due rosso, tre rosso e così via. Ogni carta è unica e, man mano che il gioco procede, il team può intuire cosa giocare.

Il Product Owner può aiutare il team tramite suggerimenti e rivelare alcune carte in certi momenti, oppure scambiarle o gettarne via una che non centra nulla, in modo da comunicare in modo indiretto e aiutare il team a iterare.

Il gioco è iterativo e prevede la pianificazione della risoluzione del problema all’iterazione successiva. L’obiettivo finale è completare il prodotto, ovvero tutti i colori dei numeri richiesti.

Zoooffice incorpora i principi base del metodo Scrum attraverso la struttura del gioco, che va a simulare un tipico progetto Scrum. Ci sono diverse fasi, come la pianificazione iniziale, la produzione e la revisione del lavoro svolto dal team. Inoltre, c’è la fase di prospettiva, in cui il team pianifica come migliorare e agire meglio nella sessione successiva.

Il gioco, sebbene sia un gioco di logica e di carte, simula in modo efficace una vera e propria sessione di Scrum.

Federico

Quali sfide hai incontrato nel rappresentare i concetti di Scrum attraverso un gioco di carte, per renderlo divertente anche se inaccessibile a un pubblico più ampio?

Piero

È stato un processo iterativo creare il gioco, perché volevamo qualcosa che fosse divertente, ma non sembrasse troppo un lavoro. Spesso i giochi formativi sembrano un compito di matematica piuttosto che un gioco, perché la parte formativa viene messa in primo piano rispetto alla parte ludica.

Non potevamo neanche inventare tutto ciò che volevamo, perché doveva essere attinente a Scrum. C’era il rischio di rappresentare concetti in controtendenza con Scrum.

Per esempio, abbiamo accettato il fatto che il Product Owner non potesse parlare, per rappresentare la situazione in cui i requisiti non sono chiari. Questo va in controtendenza con Scrum, dove la comunicazione è fondamentale, ma altrimenti non sarebbe stato possibile creare un gioco.

Il nostro principale ostacolo è stato bilanciare cosa inserire e cosa togliere dal gioco, quanto andare in profondità, quanto essere pertinenti e quanto interpretare i concetti.

Federico

Avete utilizzato il gioco con altre organizzazioni o aziende? Quali feedback avete ricevuto dai giocatori e come avete usato questi feedback per migliorare il gioco?

Piero

Abbiamo ricevuto principalmente due tipi di feedback. Il primo è stato dai professionisti del settore, durante la partecipazione all’Italian Agile Days di Brescia dello scorso anno. Inizialmente c’è stata un po’ di confusione, ma poi il feedback è stato abbastanza positivo.

Il gioco è risultato difficile al primo approccio, ma diventa più semplice con l’esperienza. Questo feedback ci ha aiutato a migliorare il gioco e renderlo più accessibile.

Abbiamo poi ricevuto un feedback da un editore di giochi da tavolo, che ci ha fatto notare come la nostra meccanica di gioco sia funzionale, ma troppo tecnica. Hanno suggerito di renderla più casuale e meno basata sulla logica, in modo da rendere il gioco accessibile anche alle persone al di fuori del settore.

Abbiamo deciso di seguire il loro consiglio e stiamo lavorando per migliorare il gioco in questo senso.

Federico

L’ultima domanda che volevo farti, secondo te come Zoooffice può essere utilizzato per migliorare l’efficienza del processo Scrum all’interno delle varie organizzazioni?

Piero

In primis può essere utile come ice breaker, come primo impatto al posto del classico spiegone.

Della serie “Facciamoci una partita, poi ci dici cosa ne pensi”, e questo secondo me è abbastanza utile.

Poi può aiutare a capire meglio alcune cose. Magari uno applica Scrum in modo disfunzionale, oppure non l’ha capito fino in fondo. Fare una simulazione può aiutare a rendere meglio l’idea.

Per esempio, la retrospettiva spesso viene un sottovalutata nelle organizzazioni, mentre invece in Zoooffice è fondamentale perché altrimenti non si riesce a raggiungere l’obiettivo del gioco.

Quindi questo può stimolare il ragionamento anche in un team già formato.

Conclusione

In conclusione, come sottolineato da Piero, Zoooffice può fungere da potente strumento per migliorare la comprensione e l’efficienza dei processi Scrum all’interno delle organizzazioni, agendo sia come un ice-breaker per introdurre il framework, sia come un catalizzatore per stimolare il ragionamento e l’apprendimento continuo all’interno dei team.

Inoltre, desideriamo sottolineare il ruolo cruciale che le aziende di formazione e consulenza come QRP International svolgono nel supportare le organizzazioni nella loro implementazione di best practice come Scrum. Con una presenza globale e una vasta esperienza nel settore, QRP International offre corsi di formazione di alta qualità su Scrum e altre metodologie, fornendo alle aziende le competenze necessarie per raggiungere il successo nei loro progetti e obiettivi aziendali.